Affitto, spese e liquidità in Italia

Reddito netto
da affitto

Quanto resta davvero dopo spese, mutuo e tasse? Modifica le ipotesi nel testo e separa il canone incassato dal denaro che puoi utilizzare.

Canone e periodi vuotiCedolare o IRPEFRate e capitaleRiserva e liquidità

Il canone non è ancora il tuo reddito disponibile

Il canone lordo è ciò che il contratto prevede prima delle spese. Il risultato operativo sottrae gestione e costi del proprietario. Il reddito disponibile deve poi sostenere le rate intere del mutuo, le imposte e il denaro che vuoi conservare per il futuro. Un affitto che sembra remunerativo sulla carta può richiedere liquidità ogni mese.

Questo scenario riguarda una locazione abitativa ordinaria detenuta al 100% da una persona fisica fuori dall’attività d’impresa, con un eventuale mutuo a tasso fisso appena avviato. Non include affitti brevi, società o immobili con regimi speciali. I costi vanno inseriti soltanto per la parte che resta a tuo carico: non sommare le spese rimborsate dall’inquilino.

Due regimi fiscali, gli stessi costi da pagare

La cedolare secca sostituisce IRPEF, addizionali, registro e bollo del contratto. Per il canone libero l’aliquota è il 21%; il 10% riguarda il concordato agevolato quando sono soddisfatti i requisiti. La scelta fiscale non elimina IMU, manutenzione, gestione o finanziamento.

Il regime ordinario aggiunge il reddito imponibile dell’immobile agli altri redditi. Qui la stima confronta l’IRPEF lorda con e senza il bene; aggiunge un’aliquota complessiva per le addizionali e i costi di registro e bollo da te indicati. Il concordato agevolato va scelto solo dopo aver verificato anche i requisiti della riduzione ordinaria, che non coincidono automaticamente con ogni contratto chiamato “concordato”.

Costruisci il tuo scenario nel testo

Le cifre sottolineate sono un esempio di partenza modificabile. I giorni vuoti sono giorni senza contratto, non mensilità dovute ma non pagate. Inserisci una previsione di IMU già verificata con il Comune, costi annui del proprietario e un reddito imponibile preesistente, non il tuo stipendio netto.

Il prezzo dell’immobile è € e i costi iniziali, fuori dal prezzo, sono €. Finanzi il % del prezzo con un mutuo di anni al TAN del %. Il canone mensile è € e prevedi giorni senza contratto nell’anno. La gestione costa il % degli incassi. Ogni anno paghi € di IMU, € di assicurazione, € di condominio e altri costi non recuperabili e € di riparazioni. Conservi € per spese future. La rendita catastale annua non rivalutata è €. Hai € di altri redditi imponibili annui, già al netto degli oneri deducibili; stimi addizionali regionali e comunali complessive del % e € di registro e bollo annui a tuo carico nel regime ordinario. Il contratto è a e scegli .

Prezzo: 1.000–10.000.000 €; costi iniziali: 0–1.000.000 €; finanziamento: 0–100%; TAN: 0–15%; durata: 1–40 anni interi; canone: 0–50.000 € al mese; giorni vuoti: 0–365 interi; gestione: 0–100%; IMU: 0–100.000 €; assicurazione: 0–100.000 €; condominio e altri costi: 0–100.000 €; riparazioni: 0–250.000 €; riserva: 0–100.000 €; rendita catastale: 0–100.000 €; altri redditi imponibili: 0–10.000.000 €; addizionali stimate: 0–5%; registro e bollo: 0–100.000 €. Questi intervalli servono alla pianificazione, non garantiscono condizioni bancarie o requisiti fiscali. Gli importi restano indipendenti; cambiare il prezzo non modifica la rendita catastale.

Dal canone all’attività del proprietario

Canoni e costi dell’immobile

Canoni teorici su dodici mesi13.200,00 €
Meno i giorni senza contratto1084,93 €
Canoni previsti incassati12.115,07 €
Gestione848,05 €
IMU1200,00 €
Assicurazione del proprietario250,00 €
Condominio e altri costi non recuperabili800,00 €
Riparazioni pagate600,00 €
Risultato prima del mutuo e delle imposte8417,01 €

Con 30 giorni senza contratto, i canoni previsti sono 12.115,07 €. Gestione e 2850,00 € di costi del proprietario lasciano 8417,01 € prima del mutuo e delle imposte.

La rata paga interessi e riduce il debito

Le prime dodici rate

Capitale finanziato120.000,00 €
Rata mensile633,40 €
Rate annuali complessive7600,85 €
Di cui interessi4748,08 €
Di cui capitale rimborsato2852,77 €
Debito dopo dodici rate117.147,23 €

Le dodici rate assorbono 7600,85 €: 4748,08 € sono interessi e 2852,77 € riducono il debito. Il capitale residuo è 117.147,23 €. Entrambe le componenti consumano liquidità; nessuna viene sottratta dalla base fiscale del canone in questo modello.

L’imposta non si applica al cash che rimane

Fiscalità del periodo locato

Canoni previsti12.115,07 €
Rendita rivalutata del periodo locato674,59 €
Base della cedolare12.115,07 €
Base del regime ordinario11.509,32 €
Base del regime selezionato12.115,07 €
Regime selezionatoCedolare secca al 21 %
Imposte stimate del regime selezionato2544,16 €
Registro e bollo effettivamente conteggiati0,00 €

La base della cedolare è 12.115,07 €, il maggiore fra canoni e rendita rivalutata del periodo locato. L’aliquota del 21 % produce 2544,16 €. I costi effettivi e le rate non abbattono questa base.

Quanto resta dopo tutte le uscite

Liquidità e capitale investito

Risultato prima del mutuo e delle imposte8417,01 €
Meno le rate complete7600,85 €
Meno la riserva600,00 €
Saldo prima delle imposte216,16 €
Meno le imposte stimate2544,16 €
Meno registro e bollo conteggiati0,00 €
Saldo annuo dopo imposte e riserva-2328,00 €
Media mensile-194,00 €
Capitale proprio e costi iniziali96.000,00 €
Saldo annuo / capitale investito-2,43 %

Dopo le rate, la riserva, 2544,16 € di imposte stimate e 0,00 € di registro e bollo, il saldo annuo è -2328,00 €. Il rapporto con 96.000,00 € di capitale proprio e costi iniziali misura il rendimento di cassa, senza rivalutazione o vendita.

Da aggiungere ogni mese, in media
194,00 €

Rivedi canone realistico, periodi vuoti, spese e finanziamento. Il capitale rimborsato aumenta il patrimonio, ma non paga le prossime scadenze.

Le spese pagate sono diverse dai soldi messi da parte

La riserva non è una fattura. Riduce il denaro utilizzabile perché scegli di conservarlo, ma non modifica il canone imponibile. Quando paghi un lavoro, aggiorna le riparazioni e la riserva: conteggiare lo stesso importo in entrambe le voci peggiora artificialmente il risultato.

Anche una spesa realmente sostenuta non diventa automaticamente una deduzione dall’affitto. Questa locazione ordinaria usa la base catastale o la riduzione forfettaria del canone prevista dal regime. Non una contabilità in cui ogni costo, interesse o rata viene dedotto. Eventuali detrazioni per interventi edilizi hanno requisiti e tempi separati e non sono anticipate nel cash.

Cedolare e regime ordinario a parità di scenario

La tabella mantiene uguali canone, periodi vuoti, finanziamento e spese. Cambia soltanto il trattamento fiscale e il costo del contratto. Gli altri redditi servono alla stima ordinaria e non vengono aggiunti agli incassi dell’immobile.

Voce annualeCedolareIRPEF ordinaria
Base imponibile del bene12.115,07 €11.509,32 €
Imposta sostitutiva / incremento IRPEF lorda2544,16 €3798,07 €
Addizionali stimateNon dovute sul canone230,19 €
Registro e bollo conteggiatiNon dovuti150,00 €
Saldo dopo imposte e riserva-2328,00 €-3962,10 €

A parità di canone e costi, la cedolare lascia -194,00 € al mese e il regime ordinario -330,17 €. Il confronto usa l’IRPEF lorda incrementale del 2026; non decide l’opzione senza verificare requisiti, detrazioni e rinuncia agli aggiornamenti del canone.

Un reddito positivo non elimina il bisogno di liquidità

Il canone può interrompersi mentre il mutuo continua. IMU, manutenzione e imposte arrivano a scadenze diverse; una media mensile non descrive il calendario dei pagamenti. Prova più giorni vuoti e una riparazione importante prima di considerare il risultato come reddito spendibile regolare.

Il capitale rimborsato costruisce patrimonio, ma non è disponibile sul conto. Il rendimento di cassa divide il saldo annuo per il capitale proprio e i costi iniziali: non include aumento del valore, prezzo di vendita o costo d’opportunità. Senza capitale investito il rapporto non è calcolabile; per un immobile già posseduto il capitale storico non equivale al valore netto attuale.

Che cosa verificare fuori dal modello

La rendita catastale non è né il prezzo né una stima di mercato. Il confronto fiscale usa la rendita rivalutata del 5% e rapportata ai giorni locati. L’imposizione dell’immobile nei giorni senza contratto, compreso l’eventuale rapporto fra IMU e IRPEF, va verificata separatamente. L’IMU inserita resta invece un costo annuo del cash.

Il periodo vuoto non rappresenta morosità: i canoni contrattualmente dovuti ma non incassati seguono regole fiscali proprie. Il modello presume che i canoni dei giorni locati siano dovuti e pagati, senza sfratti, riduzioni retroattive o crediti d’imposta. Non tratta immobili storici, particolarità di Venezia, comproprietà o locazioni parziali.

La cedolare comporta la rinuncia agli aggiornamenti del canone durante l’opzione. La simulazione non attribuisce valore a quell’effetto futuro. Le addizionali sono una stima percentuale: aliquote, soglie ed esenzioni dipendono dal territorio. Detrazioni, crediti e agevolazioni personali possono cambiare la convenienza fiscale, anche quando l’imposta lorda sembra maggiore.

Metodo di calcolo

I canoni sono rapportati ai giorni locati. La rata ammortizzabile separa interessi e capitale nelle prime dodici scadenze. La base ordinaria confronta rendita rivalutata e 95% del canone, con l’ulteriore riduzione del 30% nel concordato agevolato verificato; la cedolare confronta rendita e canone intero. Il saldo sottrae spese, rate, riserva e imposte stimate, senza rimborsi o detrazioni personali presunti.

Domande frequenti

Il reddito netto è semplicemente affitto meno rata?
No. Il modello sottrae anche periodi senza contratto, gestione, spese del proprietario, riparazioni, imposte e riserva. La rata comprende capitale e interessi, che sono mostrati separatamente.
Le spese e gli interessi del mutuo abbattono la cedolare?
No. La cedolare è applicata alla base del canone, con il confronto con la rendita catastale previsto per il periodo locato. Non al guadagno dopo le spese. Il modello non attribuisce una detrazione del mutuo destinato alla locazione.
Posso scegliere il 10% perché è più conveniente?
No. Il canone concordato agevolato richiede un contratto conforme agli accordi e i requisiti territoriali e documentali previsti. Se non li hai verificati, usa il canone libero come scenario.
Perché la riserva riduce il risultato?
È denaro che decidi di non spendere. Non è una fattura né una deduzione fiscale. Se un lavoro è già pagato, inseriscilo nelle riparazioni e non conteggiarlo nuovamente nella riserva.
Che cosa succede senza mutuo?
Con finanziamento pari a zero, rate e interessi diventano zero. Le spese, la riserva e le imposte restano. Il capitale investito comprende il prezzo intero e i costi iniziali.
Il calcolo vale per un affitto turistico o una società?
No. Riguarda una locazione abitativa ordinaria di una persona fisica fuori dall’attività d’impresa. Non tratta locazioni brevi, attività ricettive, società, contratti commerciali o regimi speciali.
Il risultato tiene conto delle detrazioni personali?
No. Per il regime ordinario confronta l’IRPEF lorda con e senza il reddito del bene e aggiunge una stima delle addizionali. Detrazioni, crediti, agevolazioni e soglie personali richiedono un confronto fiscale individuale.