Abitare a Milano · Acquisto e affitto

Comprare o affittare?

Che cosa resta dopo anticipo, imposte, mutuo e canoni? Un esempio modificabile confronta costi e patrimonio delle due scelte.

Affitto iniziale 1.600 €Stesso capitale inizialeStesso budget mensile

Comprare o affittare a Milano? Con un prezzo di 450.000 € e un canone di 1.600 € al mese, dopo 10 anni comprare è avanti di 67.649 €. È un esempio modificabile, non una stima del mercato milanese.

La risposta non dipende soltanto dalla differenza tra rata e canone. Comprare trasforma una parte dei pagamenti in capitale nell’immobile, ma richiede imposte e spese iniziali. Affittare lascia disponibile quel capitale, che può essere investito. Per questo il confronto misura il patrimonio finale, non soltanto le uscite mensili.

Un confronto coerente fra le due scelte

ElementoComprareAffittare
Capitale inizialeAnticipo, imposte e speseLa stessa somma viene investita
Budget mensileRata più costi del proprietarioCanone; l’eventuale differenza viene investita
Patrimonio finaleImmobile meno vendita e debito, più risparmiPortafoglio iniziale, versamenti e rendimento

Confronta abitazioni davvero equivalenti per zona, metratura, stato e servizi. Le spese comuni a entrambe le soluzioni, come utenze e consumi, restano fuori. Nei costi del proprietario inserisci manutenzione e oneri che non avresti come inquilino, evitando di contare due volte le spese già comparabili.

Costruisci il tuo scenario

Modifica i valori sottolineati. La risposta, le schede e ogni anno della tabella usano immediatamente gli stessi dati. Tassi e crescite sono ipotesi di pianificazione, non offerte o previsioni.

Confronti una casa a Milano dal prezzo di con un affitto iniziale di al mese per . Il mutuo finanzia il , con interesse annuo del e durata di . La rendita catastale è .

Oltre alla rata, i costi del proprietario sono al mese e crescono del annuo. Il valore dell’immobile cambia del , l’affitto del e gli investimenti rendono il netto annuo.

Per il rogito inserisci di notaio, mediazione del e di istruttoria, perizia e altre spese del mutuo. Alla vendita ipotetica applichi il più fissi.

Gli importi devono essere compresi nei limiti indicati e non possono essere negativi. Anni e durata devono essere interi fra 1 e 50. Finanziamento e percentuali di costo restano entro i limiti indicati. Il tasso è compreso fra 0% e 20%. Le variazioni annue sono comprese fra −20% e 20%.

Quanto capitale assorbe l’acquisto

L’acquisto usa le agevolazioni prima casa, il regime di registro e il prezzo-valore. Imposte, notaio, mediazione e costi del mutuo ammontano a 27.435 €. Con 90.000 € di prezzo non finanziato servono 117.435 € all’inizio; nell’alternativa in affitto lo stesso capitale viene investito.

Capitale iniziale dell’acquirente
Prezzo dell’immobile450.000 €
Parte di prezzo non finanziata90.000 €
Imposte di acquisto3.565 €
Notaio3.000 €
Mediazione, IVA inclusa16.470 €
Imposta sostitutiva e altri costi del mutuo4.400 €
Imposte e spese27.435 €
Capitale iniziale totale117.435 €
Mutuo iniziale360.000 €

Il modello assume acquisto prima casa da privato o impresa esente IVA e prezzo-valore. La mediazione inserita è una percentuale del prezzo più IVA al 22%. Per un acquisto soggetto a IVA, senza agevolazioni o con perizia inferiore al prezzo, usa il calcolatore completo dei costi di acquisto.

Lo stesso budget ogni mese

La rata iniziale è 1.617 € al mese. Con 300 € di costi aggiuntivi, comprare richiede 1.917 € contro 1.600 € di affitto. Chi affitta investe inizialmente la differenza di 317 € al mese.

Primo mese
Rata del mutuo1.617 €
Costi aggiuntivi del proprietario300 €
Uscita mensile comprando1.917 €
Canone mensile1.600 €
Differenza investita dalla parte più economica317 €

Il budget comune è la maggiore tra le due uscite abitative. La parte che spende meno investe la differenza a fine mese. Se negli anni l’affitto supera i costi dell’acquirente, oppure il mutuo termina, il risparmio passa alla parte acquirente.

Il patrimonio di chi compra

Dopo 10 anni, la vendita ipotetica lascia il valore dell’immobile al netto dei costi di uscita e del debito residuo. La quota capitale rimborsata è patrimonio, non un costo consumato.

Immobile e risparmi
Valore dell’immobile alla fine548.547 €
Meno costi di vendita16.456 €
Meno debito residuo278.737 €
Patrimonio netto nell’immobile253.354 €
Risparmi mensili investiti0 €
Patrimonio totale comprando253.354 €

Il patrimonio di chi affitta

Chi affitta investe subito esattamente la liquidità che l’acquirente usa per anticipo, imposte e spese. Il portafoglio riceve anche le differenze mensili e cresce al rendimento netto impostato.

Capitale investito
Capitale iniziale117.435 €
Versamenti mensili cumulati23.172 €
Guadagno o perdita dell’investimento45.098 €
Patrimonio totale affittando185.705 €

La risposta diretta

Comprare è avanti nello scenario
67.649 €

Dopo 10 anni il patrimonio stimato è 253.354 € comprando e 185.705 € affittando. Il vantaggio calcolato di 67.649 € va a chi sceglie di comprare. Il risultato non è una previsione.

Comprare raggiunge o supera l’affitto per la prima volta alla fine dell’anno 5. Nei successivi anni mostrati rimane almeno in parità.

Come cambia il confronto nel tempo

Ogni riga simula un’uscita alla fine dell’anno indicato. Per chi compra, debito e costi di vendita sono già sottratti. Non è un break-even giornaliero: mostra soltanto i valori a fine anno.

AnnoComprareAffittareVantaggio comprare

Le uscite nel periodo

In 10 anni vengono versati 193.987 € per il mutuo e 39.419 € per i costi aggiuntivi del proprietario. I canoni pagati sommano 210.235 €. Dei pagamenti del mutuo, 81.263 € riducono il debito.

Pagamenti cumulati
Rate del mutuo193.987 €
Di cui interessi112.724 €
Di cui capitale rimborsato81.263 €
Costi aggiuntivi del proprietario39.419 €
Canoni di affitto210.235 €

Questi pagamenti non vengono sottratti di nuovo dal patrimonio finale: sono già riflessi nel debito residuo e nei risparmi mensili. Il capitale rimborsato nel mutuo riduce il debito; interessi, imposte e spese sono invece costi.

Che cosa può cambiare la conclusione

Una permanenza breve lascia meno tempo per recuperare i costi iniziali e finali. Tassi più alti, manutenzioni importanti o prezzi immobiliari più deboli penalizzano l’acquisto. Canoni crescenti favoriscono l’acquisto; un rendimento netto maggiore del capitale favorisce l’affitto. Prova scenari prudenti, non soltanto quello che conferma la scelta desiderata.

Il modello usa una rata costante, un tasso invariato e l’uso come abitazione principale per tutto il periodo. Non include surroghe, rinegoziazioni, detrazioni personali, lavori straordinari non inseriti, traslochi, arredi o una riserva di emergenza. Le somme vengono arrotondate soltanto nella visualizzazione.

Domande frequenti

La rata si confronta direttamente con il canone?
Non da sola. Alla rata si aggiungono manutenzione e altri costi propri dell’acquirente; inoltre la quota capitale riduce il debito. Per questo il modello confronta sia la liquidità sia il patrimonio.
Quanto capitale iniziale serve?
Questo scenario richiede 90.000 € per la parte di prezzo non finanziata e 27.435 € per imposte e spese, quindi 117.435 € in totale. Una riserva personale di liquidità non è inclusa.
Il risultato vale per qualsiasi casa a Milano?
No. Prezzo e canone devono riferirsi a immobili comparabili. Condizioni, zona, spese condominiali e lavori futuri possono spostare molto il risultato.
Perché viene simulata una vendita?
Serve a rendere confrontabili i patrimoni alla stessa data. Senza vendita il valore resta nell’immobile; impostando i costi di uscita a zero puoi vedere il valore prima di tali costi.